Come funziona il seno?

Nelle prime settimane (6-8) dopo il parto, attraverso la suzione del bambino si formano e si moltiplicano i ricettori di prolattina nel seno. Si determina quindi anche la quantità di latte che la madre riuscirà a produrre nei mesi successivi (tanti più ricettori vi sono nel seno materno tanto più la prolattina in circolo verrà catturata e darà imput alla produzione).

Per questo è fondamentale attaccare il bambino appena nato, entro le prime due ore dal parto, in modo corretto e frequentemente, (vedremo nei prossimi articoli cosa intendo precisamente) e allattare a richiesta almeno per i primi due mesi.

In pratica in questo primo periodo è come se stessimo costruendo la fabbrica i cui operai produrranno il latte nei mesi futuri. A seconda delle volte in cui il bambino popperà, il corpo capirà quanto mangia quel determinato bambino (potrebbero essere anche due o tre gemelli!).

Quanto quel determinato bambino è geneticamente predisposto a crescere (alcuni 150 – 170 gr. altri oltre i 200), di che tipo di latte ha bisogno, ecc. Per questo è importantissimo lasciare che sia il bambino stesso a regolarsi su quante volte andare al seno e per quanto tempo.

Dicevamo… il numero di operai (i ricettori di prolattina che si sono formati inizialmente) determineranno la quantità di latte che riusciremo a produrre poi.

E’ importante tenere presente che 1/3 della quota di latte di una poppata si trova già pronto nel seno, mentre 2/3 si producono al momento, quindi un seno non è mai vuoto perchè attraverso la suzione si ha un picco di ossitocina-prolattina che può dare il via ad una nuova emissione di latte.

Questo fa ben capire come sia possibile, ed utile, attaccare un bambino anche dopo soltanto un’ora che ha mangiato, e come lui stesso stimolerà la produzione di latte invitando gli operai a lavorare. Non esiste un seno vuoto, perchè il seno non è un magazzino, bensì una fabbrica (con annesso un piccolo magazzino!).

Vi sono degli operai addetti a produrre il latte e a stoccarlo per gli ordini che arriveranno, ma questi operai lavorano incessantemente sopratutto quando il magazzino è vuoto, mentre si fermano quando il magazzino è pieno.

La grandezza del magazzino varia da donna a donna, ma questo non significa che una donna con un magazzino piccolo non possa produrre abbastanza latte.

La grandezza del magazzino determina solo quante volte deve essere “svuotato” per permettere agli operai di continuare a lavorare e non doversi fermare, poiché se il magazzino è pieno ricevono un ALT alla produzione.

Donne con un magazzino piccolo avranno la necessità di far poppare spesso il bambino (od usare il tiralatte) se vogliono produrre abbastanza latte, mentre altre con un magazzino più grande potranno attendere un po’ di più perché gli operai continueranno a lavorare non essendo il magazzino ancora pieno.

Per queste donne un allattamento ogni 3 -4 ore potrebbe funzionare mentre per molte altre potrebbe essere limitante alla quantità di latte che potrebbero produrre.

Non è possibile determinare che tipo di struttura ha un seno solo dalle forme esteriori perciò potremmo capire solo dalla frequenza con cui il nostro bambino richiede il seno e dalla sua crescita come dobbiamo gestire l’allattamento.

Questo fa anche comprendere perché la regola di allattare ad orario, o a richiesta ma non prima di 2-3 ore come si sente dire spesso, possa mandare a rotoli un allattamento che di per se non avrebbe alcun problema se la mamma fosse libera di ascoltare il suo istinto ed il suo bambino.

E’ evidente anche che l’usanza di dire di saltare una poppata per far si che il seno si riempia è controproducente.

Una sensazione di tensione al seno, oltre a poter sfociare in una mastite, avvisa il corpo che non essendoci nessuno che ritirae l’ordine in magazzino si deve fermare la produzione.

La donna con un magazzino piccolo ha le stesse capacità della donna con il magazzino grande di nutrire integralmente suo figlio, solo che non dovrà cercare di allungare i tempi tra le poppate.

Siccome  solo una piccola parte della poppata è già pronta nel seno e il resto viene prodotta al momento dagli operai non appena si accorgono che il magazzino si sta svuotando, è ancora più importante attaccare spesso il bambino.

Ricordiamo che un seno con magazzino vuoto aumenta del 500% il suo metablosmo.

Nelle prime 4-6 settimane ci sono anche gli ormoni del parto che aiutano a mantenere elevati i livelli di prolattina, ma dopo questo periodo è solo la suzione del bambino che ne determina la quantità in circolazione per cui risulta ancora importante allattare a richiesta.

In tutto questo discorso è da tener ben presente che è il neontato stesso a comprendere che tipo di produzione ha la mamma e se le sue richieste di poppare saranno assecondate saprà autoregolarsi perfettamente decidendo che tipo di latte gli serve in un dato momento della giornata (la quantità di grassi nel latte è determinata dalla frequenza delle poppate e del grado di svuotamente del seno).

Se il tuo bambino allattato sta crescendo poco o stai integrando con l’aggiunta richiedi una consulenza individuale, probabilmente è possibile recuperare il vostro allattamento!

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